Descrizione
Una mappa dei luoghi in cui cadiamo è un quaderno di campo intimo e frammentario, un libro di saggistica letteraria in cui l'osservazione professionale viene messa da parte per far posto a ciò che accade in periferia. Attraverso brevi scene, dispersivo e profondamente umano, l'autore registra ciò che accade mentre accade il mondo: guerra, esilio, vita in contesti di conflitto, cattivo amore, la colpa, paura, il desiderio e la tenerezza che persiste ai margini della tua vita.
Dagli ospedali in Pakistan e Kenya a un teatro a Gerusalemme, passando per i cimiteri del Cairo o per la casa di Heidelberg, este libro no aspira a explicar el porqué de los viajes ni el quéhacer de su autora, sino a escuchar el ruido que hace la vida cuando todo pasa. I fatti non vengono raccontati, ma cosa resta fuori dai rapporti: L'aspetto, i gesti minimi, conversazioni che non compaiono in nessun documento ufficiale e altro, tuttavia, contengono l'essenziale.
Con prosa lirica, diretto e onesto, María scrive di sentimenti in diverse coordinate geografiche, sul corpo in ogni contesto e sulla tristezza che non sempre viene raccontata. Una mappa dei luoghi in cui cadiamo è, in particolare, un libro sulla vulnerabilità condivisa: su come cadiamo tutti in posti simili, anche se lo facciamo in aree geografiche diverse.
Questo testo ibrido, a metà tra un saggio narrativo, il diario di campo e la confessione – propone un’etica dello sguardo e dell’ascolto, e rivendica il valore di ciò che sembra insignificante come forma di resistenza. Porque en los márgenes, dove non ci si aspetta nulla, succede ancora quasi tutto.





